T’ESSERE a Nule: comunicazione visiva Territorio, artigianato, valore, arte.
- Marina Bertozzi

- 3 giorni fa
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Case history di concept e comunicazione visiva per un progetto culturale nel Goceano

“La comunicazione comincia dall’ascoltare, riconoscere, ordinare e restituire valore.”
Questa è di solito l’indicazione primaria dell’arch. Angelo Ziranu, nel fondare ogni progetto.
L’invito a Nule è arrivato dal Sindaco Giuseppe Mellino, dall’Amministrazione, dalla Pro Loco, ci ha accolti e coordinati Angelo Crabolu, con competenza e grande conoscenza del territorio del Goceano che riunisce tante aziende e artigiani, nella scenografia naturale di una Sardegna interna, protagonista di servizi televisivi e ben documentata su Sardegna Digital Library.
T’ESSERE a Nule nasce come un lavoro di concept visivo e narrativo costruito intorno a un gesto antico, quotidiano e profondamente contemporaneo.
Il telaio, a Nule, è uno strumento di lavoro quotidiano, grammatica familiare, femminile, comunitaria. Lavoro antico che continua a produrre al presente, grazie alle mani sapienti di oltre 65 tessitrici.

“Nule è l’unico centro di tessitura dove è possibile realizzare tappeti di grandi dimensioni, in cui collaborano più tessitrici contemporaneamente, grazie a telai fuori misura presenti nel laboratorio di I.S.O.L.A” racconta il Sindaco Giuseppe Mellino, spiegando L’opera tessile di Sarah Revoltella “Stelle e conflitti” / “Stars and Conflicts”, un grande tappeto di lana realizzato in collaborazione con le tessitrici di Nule. Il tema dell’opera nasce dalla sovrapposizione tra la mappa dei buchi neri elaborata dalla NASA e la mappa terrestre dei conflitti, trasformando il tappeto in un messaggio visivo contro la guerra e a favore della forza positiva del lavoro umano condiviso.

E sulla collaborazione fattiva e sulla volontà del Sindaco Giuseppe Mellino, dell’Amministrazione Comunale e della Proloco di Nule, in collaborazione con l'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, con la direzione artistica e creativa di Angelo Ziranu, l’organizzazione e la logistica curate da Angelo Crabolu, e il progetto per la Comunicazione di Marina Bertozzi (Nya) che la manifestazione “T’ESSERE” ha riaperto l’ex Centro Pilota I.S.O.L.A. nella Casa delle Donne di Nule, un luogo vivo, aperto, visitabile, dove la tessitura viene esposta, e contemporaneamente accade davanti agli occhi dei visitatori.

L’azione motore dell’evento prende forma dalla visione dell’Arch. Angelo Ziranu, direttore artistico e creativo del progetto, profondo conoscitore dell’opera di Eugenio Tavolara e da anni impegnato in una ricerca sui segni dell’identità sarda, sulle geometrie arcaiche, sui simboli e sulle forme capaci di attraversare il tempo.
Da questa consapevolezza nasce l’idea di radunare a Nule personalità del design, dell’arte e della progettazione visiva della Sardegna, invitandole a confrontarsi con il segno antico come materia viva da interrogare e portare nel futuro.
Con il lavoro di coordinamento logistico dell’Ing. Crabolu e progettuale di Angelo Ziranu e la disponibilità dei materiali dell’Azienda Crabolu, la grande filanda che ha sede a Nule, il laboratorio della Casa delle Donne prende forma. Recupera il lavoro di anni di passate edizioni di Concorsi, Mostre, iniziative che hanno fatto la storia anche senza utilizzare i canali digitali oggi a nostra disposizione. La casa ritorna ad esistere come luogo di incontro tra i linguaggi di arte, design, progettazione memoria, manualità, materia, territorio. Soprattutto luogo di incontro tra le persone.
Angelo Ziranu avvia il dialogo fattivo con la Comunità
Con la sua presenza in paese, in compagnia del Sindaco e di Angelo Crabolu, Angelo Ziranu avvia il dialogo fattivo con la Comunità recandosi di persona a chiedere collaborazione per mettere in movimento l’idea. Artisti e designer rispondono, accettando di entrare in relazione con una tecnica nuova di progettazione da apprendere attraverso il confronto diretto con le tessitrici di Nule.
In questo scambio il progetto assume la sua forma più autentica di laboratorio di design contemporaneo.
Lo stesso Ziranu si mette al lavoro, ideando e firmando il progetto del tappeto “Germogli di Infinito”, realizzato dalle tessitrici Maria Assunta Manca e Ghitta Dore, e l’installazione “Rosario”, tessuta da Valeria Masala, anima creativa di Deincantos.

Accanto a lui, partecipano al percorso progettuale sinergico di apprendimento reciproco, figure come Mara Damiani, autrice del progetto “Ciclicità”, tessuto da Loredana Pinna e Rosa Giua; Don Sebastiano Corrias, autore di “Seda e Oro”, realizzato da Giovanna Maria Campus e Rita Dessena; Carolina Melis, textile designer e artista, autrice del progetto “Reseda”, tessuto da Maria Pala e Francesca Zoroddu; ed Eugenia Pinna, textile designer da tempo presente nel panorama artistico e culturale europeo, con l’opera “Una mattina, il mare!”.
Artiste come Eugenia Pinna, Carolina Melis e Valeria Masala / Deincantos portano nel progetto un’esperienza già consolidata nel campo del textile design, dell’arte applicata, delle mostre, dei convegni e delle esposizioni. La loro presenza rafforza il legame tra ricerca contemporanea e pratica artigiana, mostrando come la tessitura possa essere ancora oggi un linguaggio progettuale aperto, evolutivo, capace di accogliere nuove visioni.
In questo passaggio si comprende la forza culturale di T’ESSERE: portare il segno antico nel futuro senza snaturarlo, affidandolo a nuove mani, nuovi sguardi e nuovi disegni, ma sempre dentro una relazione rispettosa con il sapere originario delle donne di Nule.
Il concept di comunicazione sviluppato da NYA Design è partito dalla riflessione comune, dopo i racconti del team, dopo gli incontri tra le signore tessitrici e l’arch. Angelo Ziranu, nelle stanze delle case dove il telaio ed i suoi tappeti in corso di lavorazione erano lo sfondo del dialogo.
Dal dettato del Direttore artistico Angelo Ziranu, Nya sintetizza la parola chiave - concept:
T’ESSERE.
La “T” di un Telaio, come struttura produttiva, il segno dell’apostrofo - ‘ - come separazione della persona dalla macchina di produzione ed insieme segno di unione con la forma dell’ “Essere” mentre si lavora, esistere in una forma di dedizione al lavoro che è economia, ma anche pensiero, concentrazione, meditazione. Fare arte.
Un nome che contiene il gesto del tessere e il significato dell’essere.
Contribuire con opere d’arte uniche a un’identità che è Brand riconoscibile: i tappeti di Nule sono noti, diversi da tutti gli altri.
Il Titolo “T’Essere” Esistere, l’Infinito, finito
Definisce il work in progress che parte dall'allestimento del telaio con i fili infiniti, e termina con il taglio delle frange dell’opera alla fine, come fosse la fine della gestazione, quando da tappeto in tessitura il lavoro diventa opera finita, con quel taglio che evoca quello ombelicale, quando la fine della gestazione restituisce una nuova forma all'oggetto, ora tappeto, da ospitare nelle case.

Il tappeto è una nuova forma nutrita da piccoli gesti della tessitura manuale, con i suoi simboli di buon augurio ed abbondanza che arrivano dalla lontana preistoria, simboli che nel tappeto sardo arrivano al presente intatti. Oltre alle forme i colori naturali, la tintura naturale dalle erbe e dai minerali, della lana sarda sono tradizionali nei lavori realizzati a Nule, tramandati di madre in figlia da generazioni. Nei colori principali l’ecrù lana naturale ed un rosso terracotta che nell’adeguamento del brand ai diversi sistemi di stampa e web è stato mediato, contribuiscono alla sensazione di movimento delle strisce di spighe che dal rombo centrale divergono.

La forma del logo con il lettering fortemente verticale allude alle forme del telaio, il pittogramma base tipico nel tappeto di Nule, lo “chevron”, somiglia nel linguaggio simbolico studiato da Marija Gimbutas, il segno a V, o chevron, appartenente alla grammatica arcaica della Dea Uccello: un segno di origine antichissima, legato alla vita, alla rigenerazione e alla continuità del femminile, vedi “Marija Gimbutas, The Language of the Goddess, 1989, dove l’indice comprende proprio la sezione “Chevron and V as bird goddess symbols. Il segno a V, il triangolo, la fiamma e il motivo romboidale non sono soltanto elementi decorativi. Come ricorda lo studioso nulese Cosimo Zene, nel saggio “Il dono della tessitura: il tappeto di Nule”, il tessuto multicolore con decorazione “a fiamma”, dall’andamento romboidale della pintura sighida, è “un tratto distintivo proprio della tradizione tessile nulese”. Zene collega questo motivo al “simbolismo più recente”, derivato dall’“arcaico segno del triangolo”, e lo interpreta come fuoco/focolare: centro della vita familiare, segno della presenza degli antenati, simbolo di vita, morte e rinnovamento. il disegno “a fiamma” del tappeto di Nule custodisce un simbolismo arcaico legato al triangolo, al fuoco e al focolare: centro della vita familiare, presenza degli antenati e ciclo continuo di vita, morte e rinnovamento.
È su questa profondità simbolica che T’ESSERE costruisce il proprio dialogo tra segno antico e futuro del design tessile, portando il motivo a fiamma come simbolo pittogramma del brand.

Il progetto T’ESSERE ha messo al centro una tradizione in azione: le tessitrici di Nule al lavoro dal vivo, impegnate nella creazione di opere straordinarie, realizzate con la lana naturale messa a disposizione dall’Azienda Tessile Crabolu.
Il lavoro di comunicazione visiva ha seguito la direzione di rispettare la profondità del patrimonio locale e renderlo accessibile a un pubblico più ampio.
Sono stati curati naming, identità grafica, tono narrativo, materiali digitali e social, contenuti per la promozione, strumenti per la comunicazione verso visitatori, media e operatori del territorio.
Il cuore della manifestazione prende forma ed inizia l'azione: L’Arch. Angelo Ziranu, ideatore della mostra e del percorso di collaborazione tra progettisti e tessitrici, firma il progetto del tappeto “Germogli di Infinito”, realizzato da Maria Assunta Manca e Ghitta Dore. Sempre da una sua idea nasce l’installazione “Rosario”, tessuta da Valeria Masala / Deincantos, in un confronto tra segno simbolico, gesto manuale e interpretazione contemporanea.
Il progetto “Ciclicità”, ideato da Mara Damiani, viene affidato alla lavorazione di Loredana Pinna e Rosa Giua, che traducono nel tessuto un disegno legato al ritmo, alla ripetizione e alla continuità del segno. Con “Seda e Oro”, Don Sebastiano Corrias porta nel percorso un’opera di forte valore simbolico, realizzata al telaio da Giovanna Maria Campus e Rita Dessena, dove materia, luce e tradizione dialogano in una composizione preziosa.
La textile designer Carolina Melis partecipa con il progetto “Reseda”, tessuto da Maria Pala e Francesca Zoroddu. L’opera richiama anche il mondo delle tinture naturali e il giallo luminoso legato alla reseda, inserendo nella mostra un riferimento forte alla materia vegetale, alla lana e alla memoria cromatica della tessitura.
Accanto a queste opere, Eugenia Pinna, textile designer da tempo presente nel panorama artistico e culturale sardo, partecipa con “Una mattina, il mare!”, opera realizzata con il contributo di Gonaria Manca e Angela Nadaiu. Il suo lavoro rafforza il rapporto tra arte tessile, paesaggio interiore e sensibilità contemporanea.
Il Goceano, parte della narrazione, è un territorio sardo che si apre ai visitatori attraverso la cultura, l’artigianato, l’accoglienza e la collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità locali. Preziosa la disponibilità di Sara Manca e dell’Associazione Visit Goceano, da anni impegnata nel territorio con la promozione culturale e turistica;
con l’impegno fattivo dell’Associazione è stato realizzato il laboratorio della tintura naturale della lana dedicato ai bambini.
La storia della tessitura ha ricevuto il contributo prezioso di PJ Gambioli, artista, regista e produttrice, presente durante la proiezione del suo film documentario “Dalla lana alla Trama” fissando nel tempo volti, testimonianze, riprese originali sull’attività della tessitura a Nule, generando un dialogo in sala con le donne protagoniste del film.
Le neonate pagine social si sono arricchite di materiali originali di archivio, e fotografie originali messe a disposizione dalle allieve e nipoti delle tessitrici rese famose dall’Archivio ISRE che contiene il Fondo Bentson, l’antropologo che raccontò Nule anche attraverso le fotografie di sua moglie Rita, consultabile sul portale Sardegna Digital Library. Interviste di persona o telefoniche, o semplici appunti durante gli incontri e gli eventi, testimoniano la simpatia e l’accoglienza del paese di Nule su Instagram e Facebook. Il pubblico ha risposto al messaggio autentico moltiplicando interazioni e commenti, seguendo la pagina e per passaparola, segnalando i contenuti agli amici. Le pagine social sono state curate oltre la data di scadenza del progetto, perché la Casa delle Donne I.S.O.L.A. è sempre visitabile, su prenotazione, non è solo una Mostra di tappeti.
All’inaugurazione, accanto al Sindaco Antonio Giuseppe Mellino, erano presenti rappresentanti istituzionali, culturali e associativi del territorio, tra cui Carla Madau, Augusto Mura, Mario Mellino, l’Avv. Ivano Iai e le realtà coinvolte nell’organizzazione, con la Pro Loco di Nule, Angelo Crabolu per il coordinamento logistico e l’Arch. Angelo Ziranu per la direzione artistica. Alla presentazione conclusiva della mostra, Franco Cuccureddu, Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, ha qualificato i tappeti esposti come vere opere, capaci di superare la sola dimensione artigianale. Nel suo intervento ha richiamato il valore della tessitura come patrimonio identitario, linguaggio artistico e leva culturale per raccontare la Sardegna contemporanea.Ha sottolineato la forza del progetto T’ESSERE nel mettere in relazione tradizione, design, comunità e promozione del territorio. Il suo discorso ha restituito centralità alle tessitrici di Nule e al Goceano, indicando in queste opere un segno vivo da custodire, interpretare e portare nel futuro.

Per NYA Design, T’ESSERE rappresenta una case history significativa perché racconta un modo preciso di intendere la comunicazione, come costruzione di senso, come testimonianza attiva, e si inserisce nella passione particolare di Marina Bertozzi per l’Isola della Sardegna, terra natale dei nonni, l’Itaca ideale dove sono le radici e dove sempre tornare.
La manifestazione T’ESSERE si è tenuta a Nule, presso l’ex Centro Pilota I.S.O.L.A., dal 20 dicembre 2025 al 31 gennaio 2026.
Due mesi di lavoro intenso che si innescava al periodo delle feste di Natale.
Ogni persona nel progetto ha lavorato oltre gli orari previsti, per propria scelta e amore verso la Comunità. Tutti hanno contribuito personalmente con entusiasmo ed apporti significativi. Con continuità siamo stati ospitati condividendo cibo e ore di lavoro.
E siamo convinti che il grande lavoro dell’Ufficio Stampa curato da Daniela Usai, presente anche nonostante un temporale che ha colpito l’Isola, abbia creato la connessione giusta con il mondo della stampa e della Tv, che ora grazie a lei, conosce la strada per Nule, la Filanda Crabolu, la Casa delle Donne, gli arcobaleni immensi sulla campagna nulese dal verde smeraldo, la qualità del vino del formaggio pecorino e del pane delizioso.
Un buon concept rende leggibile il valore. Mette in luce i protagonisti, quelli che vivono ed abitano il posto. Organizza la complessità in un racconto chiaro, riconoscibile e condivisibile.
Entra nella vita di un territorio, lasciando per sempre al visitatore il souvenir più bello, quello dell’ospitalità, del cibo, dell’arte. A noi, la gioia del contadino che vede crescere un frutto.
T’ESSERE è questo: un intreccio tra identità visiva, patrimonio culturale, accoglienza territoriale e lavoro di squadra.
A Nule, una Comunità ti invita alla visita ed all’esperienza, mentre si racconta, mentre continua a T’Essere valore tutti i giorni.
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07010 NULE (SS) IT Via Roma, 12
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